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Friday, March 13, 2009

Washington e Pechino in piena luna di miele

L'amministrazione Obama e il regime cinese sembrano in piena "luna di miele". Interessati a cooperare per superare la crisi economica evidentemente riescono a non scontrarsi persino sullo spinoso tema del Tibet. «I diritti umani sono essenziali» nella politica estera degli Stati Uniti, ha finalmente ricordato Obama. Gli Usa si augurano «progressi nel dialogo tra il governo cinese e i rappresentanti del Dalai Lama», ha detto ieri il presidente americano al ministro degli Esteri di Pechino, Jang Jiechi, in un lungo incontro alla Casa Bianca.

E la notizia è che oggi da Pechino non rispondono picche, segno che anche la leadership cinese in questo momento è attenta a non assumere atteggiamenti di sfida neanche sui diritti umani. «La Cina è pronta al dialogo con il Dalai Lama se questi rinuncia ai propositi di indipendenza», ha ribadito il premier Wen Jiabao, per una volta non nascondendosi dietro le solite accuse di ingerenza negli affari interni della Cina. «Questo tipo di colloqui possono continuare. La chiave è che il Dalai Lama deve dimostrare la sua sincerità in modo che il dialogo possa arrivare a raggiungere risultati sostanziali».

Naturalmente le reali intenzioni dietro questa disponibilità sono tutte da verificare, visto che in passato «questo tipo di colloqui» non ha portato ad alcun risultato concreto, se non al proseguimento della campagna contro il Dalai Lama e a misure sempre più repressive nei confronti della popolazione tibetana.

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