Thursday, February 21, 2008

Rendersi irricevibili per apparire irrinunciabili

Qui si è sempre stati certi che alla fine l'accordo Pd-Radicali si sarebbe fatto. Conviene troppo ad entrambi. Ieri, invece, i principali organi di informazione diffondevano segnali negativi sull'esito della trattativa. Interpretavano male quel rilancio di Emma Bonino (15 eletti e 5 milioni di euro) che invece ha centrato in pieno l'obiettivo di rivelare il reale interesse di Veltroni. Domani comunque, su Ideazione.com, un mio commento sull'intera vicenda.

Prima che si concludesse, a notte inoltrata, la riunione della direzione radicale, Il Foglio metteva in prima pagina per il giornale di oggi una riflessione acuta su quella straordinaria abilità dei radicali, e di Pannella, di uscire da queste situazioni come gli irricevibili eppure irrinunciabili culturalmente: «Il vittimismo pannelliano come arte che trascende le leggi della politica». E comunque vadano le cose, almeno sul momento, sembra sempre un successo, per lo meno d'immagine:

«C'è vittimismo e vittimismo. Quello dei radicali è una categoria della politica con un proprio fondamento storico, quasi teologico, e un ritorno d'immagine esemplare. E' un'arte della fuga - a volte simulata che vale al contempo come il più sonante richiamo identitario. Il mancato apparentamento con il Partito democratico veltroniano è un caso di scuola. Dietro l'estenuante sciabordìo di Emma Bonino sulla battigia veltroniana, c'è la mirabile strategia di Marco Pannella: rendersi irricevibili e poi costruire sul rifiuto ottenuto la propria cattedrale del martirio, depositandovi le reliquie della vittima radicale. Nota bene: estromessi o no dai democrat, i pannelliani sono in ogni caso bersaglio di un veto, quantunque non esplicito se non nella parole in libertà di Paola Binetti. Insomma il Pd non vuole grane con il Vaticano e, per autodisciplinarsi e chiudere il portale dell'apparentamento, non ha neppure bisogno che qualcuno glielo vada a dire. Giusto o sbagliato è la politica.
(...)
Marco Pannella. E' lui il teorico del vittimismo (anche corporale) come arma di persuasione collettiva. Ed è stato lui a concepire quella richiesta inaccettabile con la quale i Radicali si sono avvicinati al loft promettendo in cambio di sottoscrivere programma e regole di comportamento. Quale richiesta? Qualcosa come quindici parlamentari più non si sa bene quanti aiuti finanziari. Tutto naturalmente sotto la luce del sole, come nel consueto e irreprensibile stile pannelliano... E' un successo e lo è a prescindere dall'esito della trattativa. Perché il negoziato scorreva da giorni sul letto di un'irrinunciabilità culturale, impersonata da Pannella e dai suoi, che travalica i dettagli del politicismo per diventare patrimonio nazionale. Ecco il segreto dei radicali: essere divenuti credibili, ogni qualvolta si manifesta il pericolo della solitudine elettorale, nel presentarsi al pubblico o agli interessati come un sovrappiù la cui assenza impoverisce. Se poi l'accordo si trova è grazia che cola, sennò è meglio: soli contro la casta, soli contro le televisioni addomesticate dalla nuova par condicio bipartitica (Pd-Pdl), soli contro i ricchi e i soliti politici mai privi di domicilio parlamentare...»

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