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Sunday, January 20, 2008

La commissione Attali scuote la Francia

In pensione quando si vuole, dopo i 65 anni, anche sommando pensione e reddito; tasse e costo del lavoro abbassati e compensati dall'Iva sociale; valutazione indipendente dell'efficienza della pubblica amministrazione; investimenti in conoscenza, ricerca scientifica, alta tecnologia, turismo, cultura; riforme per favorire mobilità, libertà d'impresa, formazione, sicurezza, concorrenza e soppressione di barriere corporative e distributive per ogni genere di servizi e consumi. Sono alcune delle proposte contenute nel rapporto finale della commissione Attali, il gruppo di lavoro internazionale (ne fanno parte anche Mario Monti e Franco Bassanini) voluto dal presidente francese Sarkozy per "liberare" la crescita economica.

Il rapporto indica alla Francia otto «ambizioni», con un corollario di venti «decisioni fondamentali» e di oltre 300 proposte concrete. Si tratta di ricette ormai note, ma vengono focalizzati anche ritardi strutturali, costi e lentezze della sfera pubblica, pesanti disparità sociali specifici della realtà socio-economica francese. Il rapporto però si fonda sul presupposto di un radicale cambio di mentalità e della disponibilità dei francesi a mettere in discussione certezze e privilegi acquisiti nel tempo.

«Il nostro è un vero progetto mobilizzatore di energie, risorse e competenze. La Francia deve passare da una cultura della rendita a una cultura del rischio. Sogno una Francia in cui lo scandalo non sia la ricchezza, ma la povertà», ha spiegato il presidente della commissione, Jacques Attali, intellettuale che collaborò con Mitterrand e che Sarkozy ha voluto al suo fianco.

Se la Commissione Attali tenta di risvegliare la Francia dal torpore burocratico-statalista, ci chiediamo semmai qualcuno riuscirà a svegliare l'Italia.

1 comment:

Anonymous said...

per l'Italia ci vuole un anestesista rianimatore esperto nella defibrillazione.

altro che risveglio!
qui ci vuole un risorgimento!